DOMENICO DARA presenta "Malinverno" Feltrinelli

Lo scrittore calabrese inaugura la sinergia con “La Magna Capitana”: incontri in auditorium. Ad aprire questa preziosa collaborazione, uno degli scrittori che più hanno intrigato pubblico e critica in queste prime settimane trascorse dall’uscita del suo splendido romanzo, al centro di un intenso passaparola. Conversano con l’autore, la direttrice de La Magna Capitana Gabriella Berardi e il direttore artistico della libreria, Michele Trecca. Prenotazione obbligatoria, necessaria la mascherina (auditorium@lamagnacapitana.it; tel. 0881.706446).

  18:00
Auditorium della Biblioteca La Magna Capitana di Foggia
Ubik Foggia
  Locandina
Auditorium della Biblioteca La Magna Capitana di Foggia

Malinverno

Dara Domenico

Feltrinelli (2020)
18 €
 9788807033780
Ci sono paesi in cui i libri sono nell'aria, le parole dei romanzi e delle poesie appartengono a tutti e i nomi dei nuovi nati suggeriscono sogni e promesse. Timpamara è un paese così da quando, tanti anni fa, vi si è installata la più antica cartiera della regione, a cui si è aggiunto poco dopo il maceratoio. E di Timpamara Astolfo Malinverno è il bibliotecario: oltre ai normali impegni del suo ruolo, di tanto in tanto passa dal macero per recuperare i libri che possono tornare in circolazione. Finché un giorno il messo comunale gli annuncia un nuovo impiego: il pomeriggio continuerà a occuparsi della biblioteca, ma la mattina sarà il guardiano del cimitero. Lettore dalla vivida immaginazione, Astolfo mescola le storie dei romanzi - per i quali inventa nuovi finali - con quelle dei compaesani, dei forestieri, dei lettori della biblioteca e dei visitatori del cimitero, dei vivi e degli estinti. A incuriosirlo è soprattutto una lapide senza nome e senza date: solo una fotografia, una donna dallo sguardo candido e franco, i capelli divisi in due bande liscissime e l'incarnato pallido. Per lui è da subito la sua Madame Bovary, la sua Emma. Attratto dal mistero racchiuso in quel volto, Astolfo si trova a seguire il filo che sembra dipanarsi dalla fotografia: tra i viottoli e le campagne di Timpamara, complice l'apparizione di una giovane sconosciuta nerovestita, prende forma a poco a poco una storia che mai Astolfo avrebbe saputo immaginare.